Inaugurazione mostra “FINIS TERRAE TERRA NOVA La società del consumismo”

16 – 25 GIUGNO 2017 –  Piazza Indipendenza TREVISO

Inaugurazione: 17 giugno 2017 ore 18 Piazza Indipendenza TREVISO

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A TREVISO ESPOSTE LE OPERE DI FRANCO TAGLIENTE: QUANDO L’ARTE È SOCIALE
16/06/2017 Una sua opera è stata prima esposta nella sala Nervi del Vaticano e ora è a Lourdes. Dal 17 giugno, trenta opere dell’artista sono esposte in piazza Indipendenza su pallets, per ricordare che viviamo in un’epoca di consumismo. “L’umanità ha raggiunto il capolinea della strada intrapresa all’inizio della modernità”, spiega Tagliente. “La divinizzazione della crescita industriale e dei consumi, come se le risorse naturali fossero infinite, ha spalancato l’abisso di una profonda crisi”.

Una sua scultura in marmo, raffigurante l’arcangelo Michele, è passata dalla sala Nervi del Vaticano al santuario di Lourdes. Un’altra, la Fontana della Fratellanza Universale, in marmo e allumino, doveva essere collocata a Gerusalemme e raccogliere ogni anno l’acqua dei 7 più grandi fiumi della terra, a celebrare l’unione tra i popoli. La situazione difficile in Israele ha bloccato tutto e l’opera è stata donata a Papa Francesco. Perché Franco Tagliente, l’autore, è fatto così. Nato in Liguria ma di origine pugliese, e’ trevigiano d’adozione dal 1962 e consulente d’impresa. Realizza sculture che poi dona. Non sono in vendita. Accetta solo offerte che andranno in progetti di sviluppo delle popolazioni sfortunate del mondo. Un modo per essere coerente con la sua denuncia dei mali del consumismo, dell’allontanamento dell’uomo dallo spirituale e del suo manipolare la natura e il mondo non rispettandoli. Tagliente si è avvicinato all’arte attorno ai 30 anni, frequentando la scuola di pittura di Gianni Ambrogio. A Treviso fino al 27 giugno arriva “FINIS TERRAE TERRA NOVA”, in piazza Indipendenza. 30 opere esposte su pallets assunti come icona della società del consumismo, come il mezzo attraverso il quale le merci e non i beni sono trasferiti nel tempo e nello spazio. Da “Le mani rendevano Santo ogni giorno”, per evidenziare come prima del consumismo la forza e l’impegno dell’uomo chinato sulla terra davano un senso profondo e sacro alla produzione, a “In rigidi schemi cementiamo il vero e il bello”, ovvero la natura chiusa e soffocata dall’uomo secondo il suo volere in un mondo guidato da consumi senza controllo, per arrivare a “La Terra e la sua Natura, attraverso l’Uomo, diverranno un nuovo sole”, in altre parole l’impegno attuale per rigenerare una nuova economia, sana ed equilibrata, rispettosa dei ruoli di tutti i suoi attori, che tutela l’ambiente e rivitalizza le relazioni umane. “L’umanità ha raggiunto il capolinea della strada intrapresa all’inizio della modernità” dice Franco Tagliente. “La divinizzazione della crescita industriale e dei consumi, come se le risorse naturali fossero infinite, ha spalancato l’abisso di una crisi senza fine. Questa forma di progresso è incompatibile con la stabilità della biosfera che viene sempre più violentata a causa dell’inquinamento e della spoliazione della natura”.La mostra è stata possibile grazie all’intervento di NaturaSì, il gruppo leader nella distribuzione dei prodotti biologici che collabora con varie istituzioni culturali e artisti (come i musicisti Franco Mussida, Mario Brunello), per trasmettere il messaggio di essere sempre attenti al delicato equilibrio tra la terra e gli esseri umani, contro un consumismo sfrenato e illogico. Naturasì finanzia anche l’accademia di agricoltura Biodinamica, un tipo di coltivazione che vuole recuperare il rapporto con la terra, collegandola all’energia del pianeta e ai rimi degli astri. “E’ quello che cerco di fare con la scultura – spiega Tagliente – la dinamizzazione dell’argilla per esprimere il rapporto con lo spirituale attraverso la manipolazione della materia. Quella che laicamente si potrebbe definire ispirazione per me è qualcosa di più, come se mentre lavorassi, le mie mani si muovessero spinte da un’entità superiore. Più che di fede io parierei di affidamento all’energia che pervade il pianeta, alla connessione con la natura, come spiega bene Papa Francesco quando chiede di rispettare il creato, in particolare l’ambiente. Per questo motivo le mie opere non sono in vendita, ma vengono donate e faccio rare mostre, solo per beneficenza, come quella di Treviso”. Franco Tagliente donerà le opere esposte a chi farà una donazione all’Associazione umanitaria Terra del Terzo Mondo a sostegno del progetto di imprenditoria sociale Honey for Children (www.terredelterzomondo.org) in Etiopia che ha quale obiettivo la creazione in quel Pese di un’opportunità imprenditoriale per contrastare la spinta all’esodo di quella popolazione. Un progetto innovativo perché è previsto che da quell’opportunità imprenditoriale nasca anche un progetto sociale a favore della mensa dei poveri di Addis Abeba. L’artista, tuttavia, non si ferma qui. “la mia prossima opera sarà di scandagliare fin nel minimo dettaglio la Madonna Sistina di Raffaello, passarla alla lente d’ingrandimento per scoprire l’armonia dei colori di quel capolavoro. Ne nasceranno delle figure astratte, si perderà l’arte figurativa che è tipica della pittura per un processo creativo di destrutturazione. Non riprodurrò quei colori ma mi farò ispirare dalla loro armonia”. Del resto, sull’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria del Rovere a Treviso è collocata un suo marmo raffigurante lo Spirito Santo.La sua prima mostra ha avuto luogo nel 1995 nella Chiesa di S.Gottardo ad Asolo in occasione del XVII Festival Internazionale della musica. Esercita la libera professione dal 1977. Ha svolto o svolge attivita’ formative presso Formazione Unindustria di Treviso, Forema Unindustria di Padova, CUOA Impresa di Vicenza, Reviviscar di Belluno, Netform di Venezia, Universita’ di Padova Agripolis, Universita’ di Truillo (Peru’) e di Talca (Cile), Universita’ Ca’ Foscari di Venezia al Master in Management della cooperazione sociale presso la Scuola Superiore di Formazione Sociale di Castelfranco Veneto.

FONTE: [http://www.famigliacristiana.it/] Giusi Galimberti

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