Chiarelli Fatima

Sono nata a Ravenna,il 19/03/1983,da madre torinese, insegnante di musica e pianoforte e padre tarantino,militare. Dai genitori prendo tutte le caratteristiche più tipiche della loro persona,dalla dedizione nel lavoro e nella disciplina di mio padre alla sensibilità di mia madre a al suo amore per l’arte e per la natura.Con mio padre condivido anche un congenito amore per il mare,luogo naturale di nascita per entrambi.
Come imposto dal lavoro di mio padre,la mia infanzia è stata caratterizzata da vari traslochi e spostamenti da una città all’altra dell’Italia,e questo ha coltivato in me l’amore per i viaggi (anche se ne ho fatti pochi ad ora) e una tendenza a ricercare sempre nuove esperienze di crescita, così come mi ha consentito di allenare una forte flessibilità ai cambiamenti e una comprensione dell’incertezza della vita. A 20 anni sono andata via di casa, desiderosa di crearmi la mia indipendenza,quindi dopo aver frequentato il liceo scientifico a Rovigo,mi sono trasferita a Padova e iscritta alla facoltà di psicologia. Contemporaneamente per pagarmi l’affitto e da vivere,ho iniziato a lavorare come commessa in un negozio di biancheria intima da donna e continuato per quasi 5 anni. Ho sempre amato fare lavori a contatto con le persone,e ho lavorato come promoter,barista,in discoteca,al ristorante,e in vari altri contesti pubblici. Tutte grandi occasioni di stare a contatto con le persone,le loro più grandi debolezze, bellezze e confessioni intime,tutti fonte di una importante crescita per me. Nel frattempo mi sono laureata e sono diventata psicologa.Dopo aver fatto la volontaria per il servizio civile in un centro diurno per disabili psichici e fisici gravi,ho trovato lavoro in una cooperativa di psicologi liberi professionisti. Per 5 anni ho lavorato con i minori soprattutto,le famiglie e le scuole,nell’ultimo periodo anche con i richiedenti asilo con i quali ho anche fatto la volontaria per l’insegnamento della lingua italiana. Nel 2016 con una mia collega e amica ho fatto un piccolo pellegrinaggio,la “via degli dei” da Bologna a Firenze a piedi,durato una settimana. In quell’occasione mi sono resa conto di aver perso ogni mia certezza su chi fossi,cosa stavo facendo della mia vita e come. Ho sentito di distaccarmi dalla mia vita conosciuta fino a quel momento e così ho lasciato la cooperativa, la mia casa,la mia relazione sentimentale di quell’epoca e sono andata a stare per un periodo in un ashram,nelle Marche ,fondato da un maestro indiano,dove ho iniziato il mio percorso di crescita spirituale secondo lo yoga e l’ayurveda.
Mi sono formata come insegnante yoga e operatrice ayurvedica e nel dicembre 2018 ho capito che il mio percorso si era concluso e che mi si stava aprendo una nuova visione di me stessa. Se fino a quel momento la mia vita era stata caratterizzata soprattutto da razionalità e dal dominii della mente mente sulla mia vita,seppur nell’ashram avevo ricominciato a integrare il divino nella mia comprensione di me stessa e del mondo,da quel momento in poi mi sono resa conto che c’era tutto un mondo che avevo tenuto distante e controllato o nascosto ma che urlava per essere ascoltato,il mondo delle emozioni,dell’energia,dell’inconscio.
È così che anziché riflettere e ragionare per decidere cosa fare della mia vita,ho iniziato a seguire l’intuizione,ad agire secondo sentire. E’ così che mi sono iscritta ad una scuola di psicoterapia transpersonale, biotransenergetica, unica in Italia per il suo approccio olistico nella psicoterapia per cui ogni individuo viene visto nella sua totalità di corpo,mente,emozioni, energia e anima, e ogni relazione terapeutica é sempre  una guarigione per il paziente ma anche per il terapeuta,dove i due si incontrano in un campo comune in cui la cura avviene. Ed è così che ho iniziato a disegnare e colorare con colori a pastello e poi ho comprato tela e colori primari e ho iniziato a dipingere.Dipingo senza aspettativa,senza pensarci,seguo l’intuizione,faccio quello che viene, quando disegno lascio che la mano vada da sola, quando coloro arrivano delle immagini di colore e le seguo. Sento che non c’entra niente la bravura o la capacità,non ho una formazione artistica quindi non è questo il piano in cui dipingo.
Amo i colori, le forme morbide,ondulate,femminili,la giocosità,lo scherzo,le sfumature,dare voce all’anima. Alla mia anima come parte di un tutto,dove il mio non è più mio ma è solo un punto di vista,un modo di esprimere,di una totalità così piena di tante possibilità.
Vorrei sempre più informarmi e sperimentare tecniche naturali per la pittura,quindi andare verso una pittura ‘ecologica’ e sensibile a tematiche di vita reale,strano detto da chi dipinge in astratto,ma questo sento,che nella forma non forma e grazie alla vibrazione del colore,stando in connessione con quello che c’è,tutto può essere espresso.
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